Cari frequentatori del sito,
da anni cerchiamo di indirizzarvi per il meglio al rispetto delle formalità fiscali e, con etica, al versamento delle imposte secondo la deontologia che ci distingue.
Chi ci segue da più tempo dovrebbe ormai aver dissolto il tabù dell’apertura della partita IVA che dal 2008 - con la nascita del regime cosiddetto dei “minimi” - pone i neo consulenti o in generale i lavoratori autonomi nella situazione più vantaggiosa (o meno svantaggiata, per accontentare i convinti che se la tassazione è superiore a zero è “troppo elevata”) rispetto a non fare nulla.
Gli unici a godere di una situazione ancora migliore non aprendo la partita IVA sono coloro che non incassano più di 5.000 euro circa all’anno e non hanno altri redditi.
Ora il governo sta pensando di porre mano, in generale, a tutte le partite IVA di minor importanza includendo fra queste proprio i “minimi”.
I neonati professionisti con meno di 5 anni al compimento del 35° compleanno, per sfruttare appieno il vantaggio fiscale, sono stati consigliati a non aprire la partita IVA prima di Gennaio 2015.
Orbene, fugate le prime voci che prevedevano il riordino della questione entro marzo 2015, i primi rapporti sulle intenzioni delle autorità fiscali inducono a aprire subito la Partita IVA con il regime dei minimi, perché i nuovi dovranno aderire a condizioni meno vantaggiose.
Quali miglioramenti ci si aspettava:
- Il massimo fatturato annuale da 30.000 a 50-60.000 euro
- Allungamento del periodo di 5 anni
- Possibilità di ricorrere all’aiuto di collaboratori (per combattere la disoccupazione)
Niente di tutto ciò si profila all’orizzonte:
- Il massimo fatturato annuale scende a 15.000
- L’imposta sale dal 5% al 15%
- Le spese detraibili vengono forfetizzate al 22% (mentre ora, secondo la situazione di ognuno, si poteva chiudere l’anno anche in perdita a es. per le spese degli investimenti iniziali di allestimento dello studio – casalingo o no). In sostanza fino al 2014 si poteva arrivare a non pagare nulla sia per il 5% di imposte sia per 28% di INPS (qualsiasi percentuale per zero imponibile genera zero imposte e zero INPS).
Per rispettare (strano ma sembra così) i sudditi-contribuenti che avevano operato la scelta negli anni passati fino a questo 2014, la manovra riguarderà coloro che apriranno la partita IVA dal 2015.
Per quanto esposto il consiglio è aprire subito la partita IVA. Certo è una situazione piena di se e di forse e se proprio le norme cambieranno in maniera troppo negativa si chiuderà la partita IVA appena aperta senza alcun costo, come per aprirla.
Chi opterà per l’apertura della partita IVA subito sarà obbligato a presentare la dichiarazione UNICO 2015 (per i redditi 2014) e non potrà, se ne ricorrevano le condizioni fino al 2014 presentare il 730. Tale scelta risulterebbe ancor più vantaggiosa se per la clausola di salvaguardia l’IVA dovesse aumentare dall’attuale 22% al 24% e successivamente al 25,5%.
Il servizio messo a disposizione per i nostri clienti verrà mantenuto alla tariffa concordata e comprende tutte le attività dall’apertura della partita IVA alla dichiarazione dei redditi.